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Assunta badante in nero, denunciato intero nucleo famigliare
(AGI) - Roma, 3 feb. - Nell'ambito delle iniziative per la lotta al lavoro nero e all'evasione contributiva., l'INPS ha avviato una campagna informativa sul lavoro domestico, dal titolo "Cancella il lavoro nero". L'iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare i datori di lavoro e di fornire informazioni previdenziali ai lavoratori, spesso stranieri e con scarsa dimestichezza con la normativa vigente. La campagna verra' svolta prevalentemente con mezzi non tradizionali, come opuscoli multilingue distribuiti con la free press, tovagliette stampate ad hoc da distribuire nella rete dei fast food, molto frequentati dai lavoratori stranieri, sacchetti per il pane distribuiti attraverso un circuito che comprende molte panetterie a livello nazionale. E' inoltre gia' attivo sul portale www.inps.it un minisito "lavoratori domestici" con tutte le informazioni utili. Sono lavoratori domestici tutti coloro che svolgono lavoro continuativo per le necessita' della vita familiare del datore di lavoro: colf, badanti, baby sitter, governanti, cuochi, camerieri, ecc. Rientrano nella categoria anche coloro che lavorano presso comunita' religiose, caserme o comunita' senza fini di lucro, come orfanatrofi e ricoveri per anziani, con fine prevalentemente assistenziale.
Il datore di lavoro domestico deve osservare una serie di adempimenti. Prima di tutto, ha l'obbligo di comunicare al Centro per l'Impiego l'assunzione o il licenziamento del lavoratore; se non lo fa, e' soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa che va da 200 a 500 euro. Inoltre il datore di lavoro ha l'obbligo di pagare i contributi previdenziali all'INPS, pena l'applicazione di una sanzione che va da 1.500 a 12.000 euro, maggiorata di 150 euro per ogni giornata di lavoro effettivo. A cio' si aggiungono le sanzioni civili, in quanto la legge prevede che per l'omesso versamento dei contributi il datore di lavoro paghi le sanzioni civili al tasso del 30% su base annua calcolato sull'importo dei contributi evasi, con un minimo di 3.000 euro indipendentemente dalla durata della prestazione lavorativa accertata. Quindi, anche per una sola giornata di lavoro "in nero", il datore di lavoro puo' essere punito con la sanzione di 3.000 euro. A fronte di questi obblighi, sono previste anche delle agevolazioni fiscali. Il datore di lavoro puo' infatti dedurre dal proprio reddito i contributi versati per la colf per un importo massimo di 1.549,37 euro l'anno. A tal fine e' tenuto a conservare le ricevute dei bollettini INPS. Nel caso che abbia alle dipendenze un assistente familiare, puo' detrarre dall'imposta lorda il 19% delle spese sostenute per gli addetti all'assistenza di persone non autosufficienti, per un importo massimo di 2.100 euro l'anno. Per fruire di questa agevolazione, che spetta se il reddito complessivo non supera i 40.000 euro, e' necessario un certificato medico che attesti la condizione di non autosufficienza e le ricevute delle retribuzioni pagate, firmate dall'assistente familiare. Il versamento dei contributi previdenziali consente al lavoratore domestico, sia italiano che straniero, di ottenere le prestazioni INPS: assegni per il nucleo familiare, indennita' di disoccupazione, maternita', tubercolosi, cure termali, pensione. I contributi danno anche diritto alle prestazioni INAIL, e cioe' l'indennita' giornaliera per inabilita' temporanea al lavoro a seguito di infortunio, la rendita per invalidita' permanente, la fornitura di protesi, le cure climatiche, mediche e chirurgiche. Inoltre al lavoratore domestico spetta l'assistenza sanitaria a carico del SSN.